In memoria di Stanislaw Szukalski
Scolpita nel 2026 in radica di tuia, l’opera rappresenta una testa d’aquila in cui alla componente figurativa (becco, occhi e guance), si contrappone una struttura lamellare esterna con funzione protettiva. Quest’ultima avvolge il nucleo anatomico come una corazza, evocando sia le armature medievali che futuristici sistemi difensivi tecnologici.
L’ispirazione nasce da un documentario prodotto da Leonardo DiCaprio su Stanisław Szukalski (1893–1987), acclamato come il più grande scultore polacco vivente negli anni Venti. Un bombardamento nazista colpì il museo a lui dedicato e quasi tutte le sue sculture (ben 174) vennero distrutte. Questa perdita traumatica lo segnò profondamente, spingendolo ai limiti dell’equilibrio psichico. Ciononostante, Szukalski reagì con assoluta determinazione: emigrato negli Stati Uniti ricominciò da zero in estrema indigenza, senza mai rinunciare alla propria identità creativa.
Questa scultura traduce visivamente tali vicissitudini: la testa del rapace incarna l’orgoglio e la forza dell’artista, mentre la struttura lamellare diviene la corazza necessaria per la sopravvivenza psicologica di fronte al rischio della distruzione del sé.
La scelta della radica di tuia, materiale irregolare, delicato e intrinsecamente complesso, introduce un ulteriore livello di significato. La sua imprevedibilità e la conseguente difficoltà di lavorazione sono diventate parti integranti dell’opera stessa, imponendo un difficile confronto diretto con la materia. Il percorso esecutivo si è fatto così specchio della biografia del maestro: un procedere faticoso, scandito da tentativi, rotture, nuovi inizi e progressivi ridimensionamenti della forma.
La superficie lucida della testa dell’aquila crea un voluto contrasto con la texture grezza e opaca del piedistallo in ottone satinato e del basamento in marmo nero marquigna bocciardato.
Misure in cm: 60 altezza, 50 larghezza e 55 profondità




