Opera in noce, scolpita nel 2022, rappresenta un cyborg: un soggetto ibrido, inteso come un organismo in cui elementi biologici umani, alieni e impianti tecnologici si fondono in un’unica entità.
L’idea nasce in un clima culturale segnato da diffuse narrazioni legate alla possibilità di contatti con intelligenze aliene, ipotizzando la nascita di un genere biomeccanico postumano. La scultura vive in una dimensione parallela all’immaginario visionario di H.R. Giger; tuttavia, dove l’estetica del maestro svizzero approda in una distopia oscura e metallica, quest’opera, attraverso il calore vitale del legno, reinterpreta questa simbiosi in un’ottica positiva e proattiva.
La figura presenta un volto dai tratti umani caratterizzato da disegni pirografati di matrice oceanica (che richiamano i motivi dei tatuaggi tradizionali Māori), contaminazioni aliene e innesti tecnologici integrati. Il ritratto poggia su un basamento in marmo bianco, tornito e lucidato: un richiamo esplicito alla tradizione scultorea celebrativa della ritrattistica classica e monumentale, storicamente riservata a figure di rilievo sociale e politico.
La domanda sottesa è: dobbiamo prepararci a un contatto con entità extraterrestri? Nel futuro prossimo, sarà questo nuovo genere di soggetti a costituire l’élite della civiltà? Questo lavoro sintetizza una speranza positiva, opposta alle classiche derive catastrofiche: la ricerca di una modalità evolutiva e vantaggiosa per coesistere, mutare e costruire un futuro condiviso.
Misure in cm: 76 altezza e 23 diametro









