Opera realizzata nel 2020 in noce, raffigura una testa di cavallo. Questo lavoro è nato nel difficile periodo dell’isolamento forzato e del distanziamento sociale causati dalla pandemia di Coronavirus, che ha profondamente alterato la nostra quotidianità e la nostra percezione della realtà, diffondendo allarme e paura del contagio. Lo “stare a casa” prolungato è stato vissuto quasi alla stregua di un ingiusto arresto domiciliare dal quale ognuno di noi voleva evadere.
Ho inteso trasporre le sensazioni descritte nel soggetto della scultura: un cavallo spaventato che corre più veloce possibile, anzi, che scappa da una realtà che lo rinchiude, lo minaccia e lo opprime. La paura e lo sforzo estremo ne deformano i lineamenti, esasperandoli e trasfigurandoli sino al limite della caricatura.
Il basamento in ottone lucido rappresenta una freccia, la cui asta curvandosi sostiene e solleva l’opera. Questa scelta vuole evidenziare l’esplosività dello stato di terrore che attraversa l’animale mentre si proietta disperatamente in avanti verso la libertà. Proprio come una freccia.
Per la finitura ho adottato due tecniche differenti. Inizialmente ho utilizzato l’antica tecnica giapponese detta “Shou sugi ban” (o “Yakisugi”), che consiste nella carbonizzazione superficiale del legno mediante l’utilizzo del fuoco. Il legno sottoposto a questo eccezionale trattamento termico sviluppa una resistenza estrema alle intemperie, alla marcescenza e all’attacco dei parassiti. L’augurio è che l’impatto devastante che questa pandemia ha avuto sull’umanità abbia lo stesso effetto fortificante del fuoco sul legno, rendendoci tutti più resistenti.
Misure in cm: 50 lunghezza, 17 larghezza e 36 altezza







