Realizzata nel 2003 in cedro, noto per il suo profumo balsamico, l’opera raffigura un boscaiolo addormentato sul tronco appena tagliato con l’accetta. La storia di questa scultura, tuttavia, inizia molto tempo prima della sua lavorazione. Il pezzo di legno originario, uno scarto di segheria, abbandonato alle intemperie per circa dieci anni, era sprofondato nel terreno e avvolto da una fitta vegetazione spontanea, sembrava la ceppaia di un albero tagliato sul posto.
Quando l’ho estratto dal terreno e ripulito, nonostante l’oblio e l’incuria, dimenticato e dimentico a sua volta del mondo, il legno non aveva subito danni, era ancora miracolosamente intatto:
Dopo questo fortunato ritrovamento, l’ho riposto sotto un portico in attesa di lavorarlo, ma… anch’io l’ho scordato per altri dieci anni, fino al giorno in cui, per caso, è riapparso: ancora perfetto. Abbandonato per ben due volte per un totale di quasi vent’anni, contro ogni previsione quel legno non aveva mai ceduto, ho capito allora che il suo momento era finalmente arrivato.
Il soggetto da scolpire doveva condividere le qualità di quel legno: resistenza, forza e umiltà. Ho scelto quindi un boscaiolo che, stanco dopo aver abbattuto l’ennesima pianta, si concede una pausa: si siede sul tronco, appoggia l’accetta ed estrae dallo zaino pane, salame e una bottiglia di vino per rifocillarsi, infine si abbandona a un sonno ristoratore.
Nel riposo, il profondo legame dell’uomo con la natura genera un sogno insolito, nel silenzio del sonno, avviene la metamorfosi: magicamente il boscaiolo si fa legno a sua volta, fondendosi con il tronco appena tagliato, come se in fondo ne avesse sempre fatto parte. Da allora è ancora lì, che dorme tranquillo e beato. Occorre conoscere e rispettare la sua storia e non disturbarlo, né svegliarlo, mai più.
Misure in cm: 47 altezza e 58 diametro





