Realizzata nel 2002 in noce, l’opera rappresenta una stretta di mano interrazziale: per differenziare cromaticamente i soggetti, la mano superiore è stata trattata con un impregnante scuro.
Questa scultura nasce come un invito a riflettere sulle profonde disuguaglianze e le barriere che le persone di colore si trovano a dover affrontare per il pieno riconoscimento dei propri diritti. Ricordandoci che, nonostante i passi fatti, la strada verso l’uguaglianza è ancora lunga. Questo lavoro esorta a superare i pregiudizi e gli egoismi della società, per riscoprire il valore dell’essere umano attraverso l’ascolto, il rispetto e l’aiuto reciproco.
I dettagli naturali del legno sono usati come elementi narrativi. Nella parte verticale, dove avviene la stretta di mano, alcuni difetti naturali del legno sono stati riparati: un gesto che simboleggia come, attraverso la cooperazione, si possano colmare carenze e sofferenze.
Al contrario, nella base le imperfezioni del legno sono state lasciate e volutamente accentuate, a evidenziare che l’alternativa all’integrazione è la degenerazione della società. Proprio sulla base è intarsiato a mano, in lettere d’argento, il nome di Martin Luther King insieme al titolo del suo celebre discorso “I have a dream“, pronunciato il 28 agosto 1963 al Lincoln Memorial di Washington. Un richiamo universale alla strada della riconciliazione.
L’opera mostra una mano nera che, dall’alto, aiuta una mano bianca a sollevarsi, ribaltando i tradizionali concetti conservatori. A elevare ulteriormente il livello di lettura è l’identità dei soggetti: la mano salvifica appartiene a una donna, mentre quella in difficoltà è di un uomo. La figura femminile assume così un ruolo cruciale di guida e sostegno protettivo.
Misure in cm: 43 altezza e 33 diametro



