Realizzata nel 2000, l’opera è scolpita in un tiglio valdostano, cresciuto in quota su un terreno scosceso, pietroso ed esposto al vento. Queste difficili condizioni lo hanno reso eccezionalmente compatto donandogli una colorazione più scura rispetto ai tigli di pianura. L’albero ha lottato a lungo per crescere in condizioni estreme e poi è stato colpito da un fulmine che lo ha seccato in piedi. Una fine violenta riprodotta dalla spaccatura nel tronco. La corteccia è quella originale volutamente conservata.
Il vissuto della pianta dà il carattere dell’opera, il soggetto rappresenta il nucleo familiare, simbolo di amore, forza e speranza sia nel mondo animale che in quello umano. Al centro del tronco spezzato, un luogo segnato dalla morte, una coppia di passerotti ha costruito il proprio nido per covare due uova. Questo contrasto tra-sforma la morte in rinascita, celebrando il trionfo della vita.
Mentre la madre cova amorevolmente le uova, il padre vigila l’ambiente circostante in modo da assicurarsi che non ci siano pericoli e per cercare cibo, incarnando la protezione e la proiezione verso il futuro. La famiglia diventa così un punto fermo universale con cui ognuno di noi, in modi diversi, è chiamato a confrontarsi.
Misure in cm 20 altezza e 23 diametro




